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VILLACIDRO: UN PO' DI STORIA

A cura di Ignazio Fanni
potecariu

La LUFTWAFFE a Villacidro
(1942-1943)

Nella primavera del 1941 fecero la loro comparsa i primi aerei tedeschi.
In genere i tedeschi arrivavano da Comiso, in Sicilia, e usavano lo scalo villacidrese per rifornirsi di bombe e di carburante prima delle incursioni sulle navi inglesi che, provenienti da Gibilterra, erano dirette a Malta.
Scaricato sul nemico il loro carico di bombe, facevano ancora rifornimento di carburante a Villacidro e da qui ripartivano per Comiso.

A partire dalla seconda metà del 1942, sempre più spesso e sempre più numerosi giunsero i reparti aerei dei nostri alleati tedeschi:
in particolare il KG.26 (aerei: Ju.88 e He.111), il Gruppo Peltz (aerei: Ju.88), il KG.60 (aerei: Ju.88) e il KG.77 (aerei: Ju.88).
L'aeroporto, comunque, era ancora in mani italiane e vennnero portati a termine importanti lavori di ristrutturazione ai vari edifici.
Italiani e tedeschi operarono congiuntamente contro il nemico.
Ai primi di dicembre arrivò il nostro 88° Gruppo B.T..

A gennaio del 1943 nostri alleati presero saldamente in mano la situazione, iniziarono a progettare ed eseguire nuovi lavori e nuove ristrutturazioni e piano piano ci costrinsero a una presenza simbolica.
L'8 gennaio si costituì il Comando Aeroporto Tedesco.
I nostri iniziarono a lasciare Villacidro.
Prima partì il 55° Gruppo B.T., poi il 51° Gruppo. Gli ultimi reparti sarebbero dovuti partire entro il 15 febbraio e il 16 febbraio i servizi segreti inglesi captarono questa conversazione tra i comandi tedeschi:

"Il campo di Villacidro è stato evacuato dagli Italiani?";
risposta:
"Villacidro non ancora completamente ripulito a causa delle difficoltà che si sono presentate ad Alghero per l'arrivo di un gran numero di operai."

Fonte: Allied Intelligence (ULTRA)


Trunconi - MURO PARASCHEGGEPoi i tedeschi arrivarono in forze: il KG.30, il KG.26 in pianta stabile e altri anche altri reparti (per operazioni particolari) solo momentaneamente. Prima 700 uomini, poi altri 850 e altri ancora.
Il massimo della presenza venne segnalato il 4 giugno con 14 ufficiali e 1478 soldati.
All'inizio i lavori non procedettero troppo speditamente sino a quando direttamente da Kesserling arrivò l'ordine perentorio di portare a termine la costruzione dei paraschegge (almeno per gli aerei pienamente efficienti) entro i tre giorni successivi, "utilizzando ogni uomo disponibile, sino all'ultimo scribacchino".
E infatti, allo scadere dei tre fatidici giorni:
"sette paraschegge completati, 5 in fase di (avanzata) costruzione."


Con l'arrivo in forze della Luftwaffe l'aeroporto di Trunconi assunse un ruolo di grande importanza.
I soldati e gli ufficiali tedeschi occuparono in paese vari edifici pubblici e sistemarono alcune tende nel piazzale della croce di Seddanus.
Dove ora sorge l'Hotel Esit i tedeschi costruirono una palazzina in mattoni rossi dove vennnero installate le apparecchiature radio e gli aerofoni.
Gli aerofoni erano dei grossi imbuti che captavano con un certo anticipo il rombo degli aeroplani. All'interno di questi imbuti erano sistemati dei microfoni che inviavano a speciali amplificatori il rumore degli aeroplani in avvicinamento. Il sistema era collegato direttamente alle batterie aeree del campo di aviazione e a quelle sistemate nella strada per San Gavino.
Prima di lasciare Villacidro, gli occupanti fecero saltare in aria la palazzina.
Allora corse voce che alcuni ufficiali tedeschi non abbandonarono l'edificio e preferirono saltare in aria con esso.

Il comando germanico aveva sede nella Fattoria Del Re. Interprete ufficiale tra il Comando Tedesco e quello Italiano era il professor Romeo Sanguin.

Si racconta che una mattina i soldati tedeschi abbandonarono precipitosamente il campo di aviazione, lasciando incustodita un'ingente quantità di cibo e di vestiario.
La notizia si sparse subito in paese e i Villacidresi si diedero da fare per "trasferire" quanto più possibile nelle loro case.
Dopo qualche giorno i tedeschi fecero ritorno e un grande rastrellamento permise loro di recuperare gran parte dei beni "trasferiti".

I militari tedeschi non amavano socializzare più del dovuto con i villacidresi, tuttavia alcuni studenti che parlavano inglese o tedesco si recavano all'accampamento di Seddanus per scambiare qualche parola e a volte veniva offerto loro il caffè alla tedesca addolcito con zucchero di canna. Tra i soldati tedeschi c'era un ragazzo altoatesino che parlava benissimo l'italiano.
Dicevano fosse una spia anche se non c'erano motivi validi che potessero dare credito a una tale supposizione.
Alcuni studenti universitari poi si incontravano quasi quotidianamente con i loro coetanei dell'armata germanica per discutere del più e del meno, questo almeno sino al 25 luglio del 1943, quando i tedeschi incominciarono a guardare gli italiani con maggiore diffidenza.

A proposito del 25 luglio vale la pena riportare una testimonianza della dottoressa M. Antonietta Fanni allora tredicenne.

"Uscendo di casa verso le 14,30 trovai alcuni soldati tedeschi seduti sul marciapiede, allora esistente in via Asproni angolo via Roma, che discutevano animatamente. Incuriosita dalla vivacità della discussione, anche senza capire cosa dicessero mi fermai un attimo ad osservarli e fu a quel punto che uno di essi si accorse di me e urlò:
<<Finito Benito, capito? Finito Benito>>.
Subito, rientrata a casa, riferii l'accaduto. Pur non essendo stata ancora diffusa la notizia della caduta del fascismo, fu chiaro che qualche cosa di importante doveva essere successa. Fu tenuta accesa la radio tutta la sera, ma invano. Il primo a dare la notizia fu l'immancabile colonnello Stevens alle 21,30 dai microfoni di Radio Londra. L'EIAR (la RAI di allora) solo alle 22,45 interruppe i programmi per cedere il microfono all'annunciatore Arista:
Attenzione, attenzione! Sua Maestà il re e imperatore ha accettato le dimissioni dalla carica di Capo di Governo. Primo Ministro e Segretario di Stato presentate da Sue Eccellenza il cavaliere Benito Mussolini e ha nominato Capo del Governo, Primo Ministro e Segretario di Stato, Sua Eccellenza il cavaliere, Maresciallo d'Italia, Pietro Badoglio."

Comunque, sia perché temevano lo sbarco di comando americani sia perché iniziavano a fidarsi sempre meno dell'alleato italiano, già dal 10 luglio del 1943, i tedeschi avevano iniziato a minare il campo di aviazione.
La situazione militare cominciò a peggiorare rapidamente e la tradizionale efficienza tedesca non riuscì a essere più all'altezza della sua fama: ordini che venivano annullati da immediati contrordini, materiale che non arrivava per portare a termine lavori e riparazioni ritenute essenziali, la pioggia che bloccava il campo per vari giorni senza che si riuscisse a trovare un rimedio e i bombardamenti americani sempre più violenti contro i quali l'unica risorsa sembrava essere quella di schierare aerei finti o non utilizzabili per ingannare i piloti alleati.

Il 27 agosto si attendeva l'ordine per far saltare in aria l'aeroporto e invece arrivò la disposizione di soprassedere.

1943 Cimitero di aerei tedeschiL'8 settembre 1943 italiani e tedeschi da alleati, improvvisamente, si ritrovarono nemici.
In Sardegna, molto saggiamente, il generale Basso garantì una ritirata indisturbata agli ex alleati a patto che non venissero attaccate le popolazioni sarde e i soldati italiani.
Salvo qualche incidente, l'accordo venne rispettato da ambo le parti e i tedeschi poterono ritirarsi indisturbati imbarcandosi a Palau per la Corsica.

Prima di lasciare i vari campi distrussero le attrezzature militari, che non erano in grado di portarsi dietro, e le piste degli aeroporti.
In molti casi abbandorono intatte ingenti quantità di viveri e di oggetti non militari.

A Villacidro, come racconta Mons. Tomasi:

"Alle 2,30 del mattino successivo l'8 settembre, cinque detonazioni provenienti dagli accampamenti di Villacidro, fecero tremare le case, facendo balzare dai letti tutta la nostra popolazione; i tedeschi avevano fatto saltare il deposito munizioni e avevano distrutto il campo di volo".

da "Sardegna, memorie di guerra" edito dall' Unione Sarda

Molto probabilmente si trattava del solo deposito munizioni perché in realtà il campo di aviazione fu fatto saltare in aria il 10 settembre.

In seguito, il campo di Trunconi fu occupato dagli americani del 17° Bombing Group che vi stazionarono per circa un anno.

Finita la guerra, piano piano, le installazioni militari furono smantellate, anche per ricuperare materiale da costruzione, e gli unici ruderi che ricordano quel tragico periodo sono: diversi rifugi antiaerei, alcuni "paraschegge" e poche casermette che hanno resistito agli assalti del tempo e dei contadini.

LA LUFTWAFFE di stanza a Villacidro

 

Durante il secondo conflitto mondiale, dalla primavera del 1941 all'armistizio, anche in Sardegna
- in particolare nell'aeroporto di Villacidro, come base di bombardieri -
si avvicendarono numerosi e vari reparti della Luftwaffe: apparecchi da caccia, da trasporto e da bombardamento, coi relativi ausiliari, ivi compresa la FLAK, cioè la contraerea pesante e leggera, che faceva parte integrante dell'arma aeronautica.
Fra i bombardieri figuravano lo Junkers Ju 87, lo Junkers Ju 88 e l'Heinkel He 111;
fra i caccia, in prevalenza il Messerschmitt Me 109
I reparti della Luftwaffe venivano riforniti dagli apparecchi da trasporto, gli Ju 52 e gli esamotori Me 323 "Gigant".

REPARTI LUFTWAFFE
I reparti della Luftwaffe erano inquadrati nelle seguenti unità:
Kette: 3 veivoli, al comando di un tenente (Oberleutnant);
Staffel: 9 o 12 velivoli, al comando di un capitano (Hauptman);
Gruppe: 3 o 4 Staffel più una sezione di comando, agli ordini di un maggiore (Major);
Geschwader: 3 o 4 Gruppen , più una squadriglia di comando, agli ordini di un colonnello (Oberst);
Flieger Division: 3 Geschwader, al comando di un generale (Generalleutnant);
Luftflotte: 2 Flieger Divisionen agli ordini di un colonnello generale (Generaloberst).

In Sardegna non vi furono mai unità aeree tedesche superiori al Gruppe o al Geschwader.

Le insegne dei velivoli tedeschi erano:
croce nera su sagoma bianconera nelle ali; nel timone di direzione, croce uncinata nera.
La colorazione variava secondo i fronti: nel teatro mediterraneo il dorso era verde oliva spesso con macchie più scure, nel fronte africano era bruno marrone a chiazze; il ventre era sempre grigio celeste.

Fonte: "La portaerei del Mediterraneo" di Coni e Serra, Edizioni della Torre

 

Aerei in dotazione ai reparti della Luftwaffe di stanza a Villacidro

 

Bombardiere tedesco Junkers-Ju-88-D-1-del-2(F)1Junkers Ju 88
Molto versatile fu impiegato in vari ruoli: bombardiere in picchiata, bombardiere medio in quota, ricognitore e caccia notturno. Per la sua maneggevolezza era molto apprezzato dai piloti. Fu senz'altro uno dei migliori aerei della seconda guerra mondiale.

Dimensioni
: apertura alare m. 20, lunghezza m. 14,30; superficie alare mq. 54,50; peso Kg. 12.000; velocità massima 480 Km/h a m. 5.000, sviluppata da due Junkers Jumo 211- da 1.400 HP - 12 cilindri in linea; quota di tangenza m. 8.500; autonomia Km. 2.500.

Armamento: 5 mitragliatrici.
Carico di bombe massimo 2.500 Kg.

Equipaggio: 4 uomini: pilota, bombardiere e due mitraglieri - radiotelegrafista.

 

Heinkel He 111
Fu il migliore bombardiere pesante della Luftwaffe durante la prima metà del conflitto. Nel mediterraneo venne impiegato anche come aerosilurante, ma, in questo ruolo gli era senz'altro superiore l'S.79.

Dimensioni: apertura alare m. 22,60, lunghezza di m.16,60, superficie alare mq. 85,60, peso Kg. 11.350, massimo 14.400; velocità massima Km/h 410 a m. 5.000 erogata da 2 motori Junkers Jumo 211 F da 1.340 HP - 12 cilindri in linea; quota di tangenza m.8.000: autonomia Km. 2800;

Armamento: 5 o 6 mitragliatrici da 7,9 o da 13 mm.

Equipaggio 5 uomini: bombardiere, pilota, mitragliere superiore, mitragliere inferiore, radiotelegrafista addetto anche alle armi laterali.
L'He 111 poteva portare due siluri, oppure bombe per 2.500 Kg.

La foto n. 2 è tratta da: La portaerei del Mediterraneo, M. Coni - F. Serra, Della Torre, 1982.

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