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INFORMAZIONI
MUSEI

Museo ARCHEOLOGICO "Villa Leni"

Indirizzo: piazza Zampillo 1 (Locale Monte Granatico), 09039 Villacidro
Telefono: 070 9346000 - 349 5337994
Ente titolare: Comune di Villacidro
Orari: su prenotazione
Biglietto: € 2,00 (intero) € 1,00 (scolaresche e gruppi di oltre 20 persone)

Museo archeologico "Villa Leni"

Monte GranaticoIl museo archeologico, inaugurato il 26 ottobre 2003, è ospitato nei locali dell'ex MONTE GRANATICO, nel cuore del centro storico.
Nato con i fondi della Legge regionale 37 del 1999 con appena 50 milioni, è stato curato dall'archeologa Claudia Tilloca che ha raccolto i reperti trovati nei campi e custoditi nelle case dei villacidresi.

Alcuni pannelli ricostruiscono la vita quotidiana al tempo degli antichi abitanti dell'isola nel territorio, mostrando l'uso degli oggetti esposti nel museo. In tal modo sono presentate l'architettura nuragica e le sepolture romane; vengono altresì illustrati gli insediamenti antichi nel territorio di Villacidro dal 3400 a.C. al VII sec. d.C.

Le bacheche raccolgono circa 300 reperti, tutti del territorio villacidrese e limitrofo, da mazze nuragiche del XII secolo a.C. a ceramiche puniche e romane, fino all'alto Medioevo.


I vetrina:
Villacidro, loc. Cottega; picconi e teste di mazza nei diversi stadi di lavorazione, da un'officina di fabbricazione di strumenti litici.
Pannello tematico sulla lavorazione della pietra.

II vetrina:
Villacidro, loc. Ruinas; corredo tombale d'età romano-imperiale dalla necropoli ad incinerazione.
Pannello tematico sulla cremazione in età romana.

III vetrina:
Villacidro, loc. Ruinas; materiali tombali d'età romano-imperiale, tra cui spicca un bicchiere in vetro di accurata fattura.
Pannello tematico sulla soffiatura del vetro.

IV vetrina:
Villacidro, loc. varie; i reperti, litici, ceramici e bronzei, vanno dall'età neolitica fino all'alto Medioevo; tra i più significativi, un modellino bronzeo di nuraghe quadrilobato e una testina di bronzetto con anello di sospensione e colomba.
Pannello didattico sugli ornamenti d'età nuragica.

V vetrina:
Serramanna, San Gavino, Vallermosa, Mogoro, San Nicolò Arcidano; i reperti spaziano dalle ceramiche finemente decorate della cultura di Ozieri ai monili bronzei d'età paleocristiana e bizantina.
Pannello didattico sul santuario nuragico di Matzanni.

VI vetrina:
Villasor; rilevante il ripostiglio bronzeo di lingotti ox-hide e lame votive dalla loc. S'Acqua Cotta e l'olla nuragica con ollettina miniaturistica di significato votivo dal nuraghe esalobato di Su Sonadori.
Pannello didattico sui lingotti di rame del tipo ox-hide (a forma di pelle di bue) .

VII vetrina:

Vallermosa, loc. Matzanni.
Modellino litico di nuraghe monotorre.

Curiosità:
Di particolare interesse è un piccolo bronzetto che raffigura le torri quadrilobate di un nuraghe, che è stato scelto come simbolo del museo. C’è un modellino in pietra alto quasi un metro di nuraghe, risalente a 1200 anni prima di Cristo.

 

Museo DI ARTI SACRE Santa Barbara

Indirizzo: piazza Parrocchia 2, nella chiesetta-oratorio della Madonna del Rosario, 09039 Villacidro
Telefono: 070 932018
Titolare: Parrocchia di Santa Barbara
Orari: giovedì, sabato, domenica 09:00 - 12:00 e 16:00 - 20.00; altri giorni su prenotazione
Biglietto: ingresso libero

Museo di Arti sacre Santa Barbara

Museo S. BarbaraIl museo di Arte Sacra di Santa Barbara è allestito nella CHIESETTA-ORATORIO di "NOSTRA SIGNORA", proprio di fronte alla parrocchiale S. Barbara e raccoglie il patrimonio di arredi sacri costituito da statue, arredi lignei, argenti, di vario valore artistico, ma di importante valore documentale che si sono accumulati nella storia del culto della cittadina.

Il museo, aperto per la prima volta al pubblico nel 1998, custodisce oggetti provenienti primariamente dalla chiesa S. Barbara, , dall'importante chiesa campestre di S. Sisinnio, dalle tre confraterniche che hanno operato a Villacidro: del Rosario, delle Anime e S. Efisio. Alcuni argenti risalenti al XVI sec. costituiscono gli oggetti più antichi.

ARGENTI
- Turibolo a tempietto in stile gotico, di ignoto argentiere cagliaritano ( XVI sec.),
- secchiello per l'acqua benedetta, di probabile importazione ( XVI sec.),
- Pace raffigurante una Crocifissione entro un arco gotico ( XVI sec.),
- croce astile con grosso nodo buccellato e terminali dei bracci ad arco inflesso e gigliato del XVI secolo,
- lampada del Santissimo Sacramento grande e liscia commissionata nel 1653 dal Rev. Antonio Concas,
- aureola di Santa Barbara donata il 24 marzo del 1619 dai coniugi Bartolomeo e Raffaela Melano.
- reliquiario di San Sisinnio rifatto dal maestro Gayetano Vitaly
- Stauroteca (reliquiario contenente un frammento della Santa Croce di Gesù) di Salvatore Mamely, argentiere del quartire Marina di Cagliari,
- ostensorio a sole (1790-1798) di Sebastiano Cabras di Cagliari,
- corona d'argento di fine 1700 di Ignazio Usai di Cagliari
- calice in argento modanato cesellato e a traforo
- cucchiaio battesimale in argento,
- cofanetto degli oli santi in argento,
- due aureole in argento,
- lampada del Santissimo in argento massiccio tutti del secolo XVII
- libro in argento inciso,
- turibolo e navicella porta incenso in argento cesellato e sbalzato tutti del XVIII secolo
e ancora ostensori, calice, aureole, corone, calici, reliquiari, mute di cartagloria, pendenti, amuleti, rosari, spille e orecchini, anelli, insegne della confraternita, e vari altri arredi in argento risalenti ancora al XVIII – XIX.

STATUE LIGNEE degne di nota:
- Crocifisso Doloroso (fine XV secolo), di ottima fattura
- Cristo deposto (sec. XVI),
- Sant'Antioco,
- simulacro della Vergine del Rosario, opera di Giuseppe Antonio Lonis di Senorbì (Ca),
- Santa Barbara, nell'altare maggiore chiesa del Rosario, di Giuseppe Zanda di Desulo (Nu),
- Cristo alla colonna (1754),
- Arcangelo San Raffaele Arcangelo e Tobiolo,
- Vergine del Carmelo con Gesù Bambino e anime del Purgatorio,
- Vergine dell'Incontro,
- S. Giuseppe, S. Giovanni Battista, Arcangelo Michele, Vergine Addolorata risalenti al XVII secolo,
- gruppo scultoreo raffigurante la Trinità,
- Madonna della Mercede,
- Cristo Risorto,
- 2 Crocifissi processionali,
- S. Sisinnio,
e ancora numerose altre statue in legno policromo risalenti al XIX secolo.

Si consiglia la consultazione dell'ottimo catalogo-guida curato dall'arch. Antonio Piras.

 

Museo FARMACEUTICO "Sa Potecarìa"

Indirizzo: via Roma 19 (Farmacia Fanni), 09039 Villacidro
Telefono: 070 932017
Proprietario: Ignazio Fanni
Orari: aperto durante l'orario di lavoro della farmacia
Biglietto: ingresso libero

Museo "Sa Potecarìa"

Turista a VillacidroE' un museo unico nel suo genere. Sa potecaria è la farmacia, così veniva comunemente chiamata dai sardi. Il museo è nato dalla passione del farmacista Ignazio Fanni a conservare e catalogare strumenti comunemente usati nelle antiche farmacie utilizzati dai suoi antenati e, in parte, anche da lui. Mette in mostra arredi, strumenti, utensili dell'arte farmaceutica prima che l'industrializzazione standardizzasse confezionando i medicinali così come li conosciamo oggi.
Il FARMAMUSEO-POTECARIA venne inaugurato il venerdì del 22 dicembre del 2000.

Il nucleo originario della raccolta è costituito da reperti del primo 1900, appartenuti alla vecchia Farmacia Mancosu e a del dr. Nino Fanni, padre di Ignazio. Alcuni oggetti sono stati recentemente acquistati da collezioni di varie parti del mondo, Germania e Usa in particolare, per poter dare un nesso logico e completezza alla raccolta.

In una prima scaffalatura sono esposte alcune riproduzioni di "albarelli", antichi vasi da farmacia, e numerose boccette originali dell'antica Farmacia Fanni.
Vicino sono raccolti alcuni antichi aerosol, enteroclismi francesi, inglesi e italiani e strumenti vari.
In una sala è stato ricostruita una vecchia potecarìa villacidrese. Gli scaffali, le bilance di precisione, le attrezzature per preparare i medicinali, il banco di vendita sono originali, usati a Villacidro nell'antica potecaria familiare.
Si possono osservare: un piccolo laboratorio galenico, una raccolta di strumenti chimici, dei mortai; ancora: una piccola collezione di bilance (la più antica del 1600), termometri clinici, "farmacie da viaggio" del 1700.
Il museo ha anche una piccola biblioteca di testi di medicina, il più antico è dei primi del 1500.
Concludono la collezione, alcune vecchie apparecchiature elettromedicali, tra le quali un elettroshock a manovella e un altro a pila di Volta per curare disturbi nervosi e dolori reumatici.

Curiosità
Tra gli oggetti più curiosi
- c'è una pilloliera, usata per creare dei piccoli cilindri che su potecàriu arrotolava tra l'indice e il pollice sino a ottenere delle pillole perfettamente sferiche, che contenevano i principi attivi prescritti dai medici;
- un tagliabende che permetteva di ottenere perfette bende da un cilindro di garza arrotolata lunga più di un metro;
- alcuni stampi di ottone che creavano suppposte e ovuli vaginali mescolando i principi attivi con burro di cacao;
- un fornellino a spirito che fondeva la punta dei vetri per ottenere fialette per iniezioni;
- l'autoclave usata per sterilizzare bende, garze, medicamenti;
- enteroclismi in vetro che venivano affittati ai paesani;
- un percolatore per estrarre i principi attivi da erbe e piante;
- alcuni medicinali americani in dotazione alle truppe americare acquartierate nell'aeroporto di Villacidro durante la seconda guerra mondiale.

 

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