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LAVATOIO

Lavatoio


Turista a Villacidro Lavatoio E' forse l'unica opera rimasta a testimoniare lo stile Liberty di fine 1800 in tutta la Sardegna.

Nel 1893, quando fu costruito, rappresentò un vero sollievo per tutte le donne che dovevano attingere l'acqua con le brocche per il fabbisogno quotidiano e soprattutto che lavare i panni lungo il fiume sotto l'intemperie.

Il progetto dell'edificio è dell’ingegner Enrico Pani che si occupò della costruzione, in quei paraggi e sempre nello steso periodo, del MACELLO COMUNALE. Scelse di creare la struttura in ferro battuto, la lamiera, la ghisa per rendere l'edifico leggero, sobrio, elegante.

Dal punto di vista architettonico rappresentava la più moderna tecnologia usata anche in Sardegna per la costruzioni di stazioni ferroviarie, ponti, mercati, come quello civico di Cagliari del 1883 e demolito a metà XX sec.
Erroneamente si attribuisce la costruzione al sindaco Giuseppe Pinna Curreli, il quale però sarà eletto soltanto nel 1895, mentre il fautore del lavatoio è Luigi Cogotti, nominato sindaco alle elezioni del 1885.

LavatoioCuriosità.
La costruzione del lavatoio è ricordato da Giuseppe Dessì nel romanzo 'Paese d'ombre' e ne attribuisce il merito della costruzione al sindaco Angelo Uras, alias Giuseppe Pinna Curreli.

Immagini d'altri tempi:
1894
1894
1908
1918
1920/25
1935

 

MUNICIPIO

Municipio

Municipio Chi si affaccia in piazza Frontera da via Roma ne ammira tutta la sua imponenza, per tal motivo gli amministratori comunali dall'interno del Municipio sentono l'ebbrezza fisica di dominare tutto il paese.
Il municipio esiste dalla seconda metà del XIX sec, precedentemente in quel colle c'era un convento con annessa una chiesetta.
Nella prima metà del XVII sec s'insediarono a Villacidro i frati Mercedari. In quel colle edificarono un convento e un'adiacente chiesetta dedicata alla Vergine Annunziata. Vi risiederanno fino al 1858 quando, in base alla legge Siccardi del 29.5.1855, venne chiuso il convento e i frati furono costretti a trasferirsi a Cagliari.
Nel 1862 il Comune acquistò l'ormai fatiscente e disabitato edificio, insieme al piazzale esterno, all'orto. La chiesetta della SS Annunziata verrà demolita nel 1929.
Nel 1874 l'amministrazone comunale decise di demolire il vecchio CONVENTO DEI MERCEDARI e di edificare un nuovo MUNICIPIO e adiacenti gli edifici pubblici necessari per quella moderna comunità: l'edificio scolastico, la stazione dei carabinieri, pretura e conciliatura.

Curiosità
Anticamente su Cuccuru de is Ollastus, così si chiamava il luogo, era una necropoli romana, lo testimonia in rinvenimento nel 1873 di 26 tombe scavate nella roccia, alcune coperte da lastroni di granito, insieme a del vasellame di terracotta, monili in vetro, monete e vari oggetti, mentre si procedeva alla demolizione dell'ex convento dei Mercedari per fabbricare un edificio scolastico.
Un incendio doloso nel 1950 distrusse gran parte dell'archivio comunale.

La maledizione dei frati.
Nel 1858 gli ultimi 6 frati mercedari furono costretti a lasciare il convento di Villacidro per trasferirsi alla sede madre nel monastero dei Mercedari di Cagliari, annesso alla chiesa di Bonaria.
La leggenda narra, ma il fatto non ha alcun sostegno storico, che i frati fossero accompagnati fuori dal paese dal fragore e dalle ingiurie della gente, a un certo punto uno di loro slegasse la corda che gli cingeva il saio e la lanciasse in aria verso la folla acclamante, accompagnando il gesto dalle seguenti parole: "Chi si serbat po s'impicai!"
Quando in paese avviene qualche suicidio, in molti fanno riferimento alla maledizione dei frati, con un brivido nella schiena.

Immagini d'altri tempi:
1910
1920 circa
1920/25
1935/42
1939
1947/50

Su bixinau de CUNVENTU di M. Carmela Aru

 

MONTE GRANATICO

Monte granatico

Monte Granatico Nella seconda parte del XVIII sec., sotto la spinta dell'amministrazione piemontese in Sardegna, in gran parde dei villaggi cominciarono a sorgere i Monti granatici per favorire la povera economia anticipando a credito le sementi agli agricoltori.
Nel 1761 venne istituito a Villacidro, ma solo qualche decennio più tardi sarà acquistato il locale attuale, che verrà completamente rinnovato e adattato a magazzino di granaglie.
In anni recenti assume le fattezze attuali:
1984, su progetto dell'architetto Badas il Monte granatico fu restaurato, le dubbie soluzioni architettoniche spinsero il comune a un nuovo finanziamento, e
nel 1997 vennero abolite parti in vetro e acciaio, si rifece il pavimento in cotto, cercando di ritornare all'originario stile.


Curiosità
I Monti granatici sono le prime forme di credito organizzato per i poveri.
Nel 1927 sono trasformati in Casse Comunali di Credito Agrario: le casseforti sostituiscono i magazzini, le porte blindate le sbarre alle finestre.

Attualmente i locali ospitano il MUSEO ARCHEOLOGICO "LENI".

Immagini d'altri tempi:
1935

 

PALAZZO VESCOVILE o SEMINARIO DIOCESANO

Palazzo vescovile o Seminario diocesano

Palazzo vescovile - Seminario Prima era un "castello" baronale. A metà XXVIII sec, il vescovo mons. Giuseppe Maria Pilo acquistò i ruderi dell’antico castello dei marchesi Brondo e per costruirvi il PALAZZO VESCOVILE, infatti aveva in mente di trasferisi a Villacidro per soggiornarvi nel periodo estivo.
Nella prima metà del XX sec. i locali furono riattati a ospitare un SEMINARIO DIOCESANO.

Curiosità
Il palazzo ospiterà più volte il viceré di Sardegna e lo stesso re Vittorio Emanuele I, in occasione delle battute di caccia a Villacidro.
L'edificio fu sede di prefettura (1807-1821) e abitazione per i parroci e viceparroci di S. Barbara.

Immagini d'altri tempi:
1920/25
1928/30

Su bixinau de PALATZIU di M. Carmela Aru

 

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