VILLACIDRO:
UN PO' DI STORIA A
cura di Ignazio Fanni L'AEROPORTO
DI TRUNCONI - S'ACQUA COTTA
| Polemiche
sul bombardamento di Gonnos. Il
Comune di Gonnosfanadiga rifiuta la medaglia di bronzo per la strage del 17.2.1943? Fu
una strage voluta o un tragico incidente? PRESTO!
Nel
prossimo aggiornamento CLAMOROSO!!! Riporteremo
le testimonianze degli americani che bombardarono Gonnos e il rapporto
della missione del 310° Gruppo Bombardieri |
|
IL BOMBARDAMENTO DI GONNOSFANADIGA
17 febbraio 1943
Gonnosfanadiga
nel 1943 contava circa 5.000 abitanti. In seguito al bombardamento dell'
aviazione americana del 17 febbraio ci furono numerosi feriti e perirono un centinaio
di persone. In proporzione al numero di abitanti, in nessun altro luogo dell'
isola un solo bombardamento riuscì a fare un così elevato numero
di vittime, tanto che, alcuni giorni dopo, il Principe di Savoia visitò
il paese per testimoniare il proprio cordoglio e quello del sovrano. E
tanta fu la rabbia e lo stupore che ancora oggi molti si chiedono il perché
di tanta furia gratuita contro un obbiettivo civile e di così scarsa importanza
militare. A dire il vero una voce, che presto si trasformò in leggenda
metropolitana, attribuì la responsabilità a un tale del paese che,
costretto a emigrare negli Stati Uniti, volendosi vendicare dei suoi concittadini,
si sarebbe arruolato nell' aviazione americana e avrebbe organizzato questo raid
terroristico sul suo paese dove, tra gli altri, viveva anche sua madre. Vista
l'assurdità, spero che sempre meno persone diano ancora credito a questa
spiegazione. Infatti se si può anche ipotizzare che la malvagità
umana possa arrivare a tanto, appare molto difficile che un emigrato italiano
potesse influenzare i comandi americani a tal punto da far rischiare uomini e
mezzi per una vendetta personale. Missione
aerodromo di Villacidro E'
provato che quel 17 Febbraio il comando americano aveva pianificato una "missione"
sulla Sardegna: obiettivi erano Cagliari-Elmas e l'aerodromo di Villacidro (obiettivo
di riserva il campo di Decimomannu). Sul
campo di Villacidro furono inviate due formazioni di bombardieri medi accompagnati
dai soliti caccia di scorta: una costituita da 17 Mauraders B 26 del 17th
Bombing Group e l' altra da 12 Mitchell B 25 del 310th Bombing Group. Il
tempo sulla Sardegna era molto nuvoloso al sud, coperto con qualche schiarita
un po' più a nord (Decimo e Villacidro), decisamente bello su Gonnosfanadiga. Per
quanto riguarda i B 26 disponiamo di un dettagliato rapporto di missione:
i 17 Mauraders decollarono da Telergma, in Algeria. Due furono costretti
a rientrare subito dopo il decollo per problemi tecnici. Capo-formazione
era il Cap. Joseph R. Klein. Co-pilota era il Generale Doolittle, comandante in
capo del 12mo Air Force, eroe della guerra sul Pacifico, autore del famoso raid
su Tokio. Durante il volo di avvicinamento furono osservate alcune imbarcazioni
di interesse militare dalle parti di Capo Spartivento e di Carloforte. A
Elmas erano presenti un centinaio di idrovolanti. Nel
Campo di Villacidro furono contati una sessantina di aerei da trasporto ma
tuttavia a causa delle nuvole non era possibile bombardare con precisione.
Probabilmente alcune bombe furono sganciate, ma la formazione preferì portarsi
sull' obiettivo di riserva (target of opportunity) ossia sul campo di Decimomannu,
dove un numero imprecisato di aeroplani fu distrutto al suolo. Due
velivoli della formazione precipitarono tra Samassi (San Matassi, secondo il rapporto)
e Nuraminis dopo essersi urtati probabilmente perchè colpiti dalla
contraerea. I loro compagni di missione videro aprirsi solo 5 paracadute
ma, in realtà, tutti e due gli equipaggi (in tutto 12 uomini) si salvarono
e furono fatti prigionieri. Dai loro piani di volo le autorità italiane
poterono appurare che l'obiettivo prestabilito era il campo di Villacidro.
Riguardo la seconda formazione abbiamo solo notizie di seconda mano (W.Craven
- J.Cate , Storia ufficiale dell'Aviazione Americana , vol.II pag 153) riportate
da M. Coni e F. Serra in "La portaerei del Mediterraneo", Ed. La
Torre, 1992. Anche questa formazione aveva come obiettivo principale il
campo di Villacidro e come obiettivo secondario quello di Decimomannu. Provenienti
dal Nord Africa, si accostarono alla Sardegna da Ovest e quindi cercarono di dirigersi
sull' obiettivo che non riuscivano a trovare a causa delle nuvole. I
B 25 sganciarono su Gonnosfanadiga il loro carico di morte All'improvviso
un'ampia pianura verdeggiante, un lungo rettilineo con delle costruzioni ai lati.
Da 3.500 m d'altezza la formazione si dispose per il lancio: nove dei dodici
aerei sganciarono il loro devastante carico di bombe a frammentazione e a Gonnos
fu la tragedia che tutti conosciamo. Convinti di aver colpito il campo di
Villacidro ("Osservate esplosioni nella zona delle caserme a Sud Ovest
dell' aerodromo" e "I bombardieri medi divisero le loro bombe a frammentazione
tra i baraccamenti delle caserme di Villacidro e gli aerei parcheggiati a Decimomannu")
i piloti americani si diressero verso l'obiettivo secondario, il campo di
Decimo, dove gli ultimi tre Mitchell riuscirono a distruggere alcuni aerei parcheggiati
sulla pista di quell'aeroporto.
Errore o
premeditazione? Lo
spezzonamento di Gonnos fu dunque un tragico errore o fu, invece, un atto di premeditato
sadismo di alcuni uomini che invece di cercare infliggere, come era stato loro
comandato, un duro colpo alle armate nemiche preferirono "sprecare"
le loro munizioni per dilaniare dei poveri civili inermi? I piani di volo
e i rapporti degli equipaggi responsabili di quella tragedia sembrano convalidare
la prima ipotesi che potrebbe avere una spiegazione anche nel fatto che i piloti
americani dopo un certo numero di missioni venivano congedati e sostituiti con
dei principianti che magari, dopo aver vagato tra le nuvole alla ricerca dell'obiettivo
prestabilito scaricarono il loro devastante carico di bombe sulla prima cosa che
poteva assomigliare a un campo di aviazione. Tuttavia,
una diecina di anni fa, ricordo di aver letto sull'Unione Sarda la testimonianza
di un lettore di Guspini che riferiva di aver sentito in un accampamento nei pressi
di Palermo (dove si trovava nella primavera del '44) due militari americani alquanto
sbronzi che si vantavano di aver mitragliato uno Cagliari e l'altro Gonnosfanadiga.
Naturalmente non ho alcuna difficoltà a credere che un aviere americano
potesse anche ricordarsi di Cagliari visto che la nostra capitale era una città
di una certa importanza e che più di una volta fu oggetto dei raid aerei
statunitensi, però mi sembra del tutto inverosimile che un altro (e per
giunta sbronzo) potesse ricordarsi il nome di un paese dell' hinterland e certamente
di nessuna importanza militare. Però
un veterano del 310th Bombing Group, arrivato in Nord Africa solo nel novembre
del 1943 e quindi estraneo ai fatti che stiamo esaminando, mi ha mandato via internet
una pagina di un libro autocelebrativo del 310th (THE SAGA OF 54 and more: the
story of 310th Bombardment Group(M) by Charles A. Hair): "MISSION
45. Villacidro Airdrome, Sardinia - 17 February 1943. Questa fu la
prima missione del 310 sull'isola di Sardegna che sino a quel momento era stata
abbastanza al sicuro da attacchi provenienti dal sud. Dodici B25 con la loro
scorta di quindici P38 fecero il lungo tragitto e sorpresero sessantadue bimotori
ben parcheggiati fianco a fianco. Grappoli di bombe a frammentazione piovvero
giù da nove degli aeroplani, mentre gli altri tre furono lasciati di riserva.
Il lancio fu di tanto successo che i velivoli che non avevano sganciato furono
inviati sul bersaglio secondario ossia l'aeroporto di Debjuida...
Da quanto sopra si può evincere che dopo aver sganciato su Gonnos i piloti
si resero conto di cosa avevano combinato e quindi pensarono di camuffare la cosa.
Saputo dall' altro gruppo (il 17mo), che sul campo di Villacidro erano parcheggiati
sessanta aerei (per confermare di aver bombardato Trunconi) raccontarono di essere
stati più bravi e di averli distrutti tutti. In contrasto, poi, con
quanto riferito da Craven e Cate (vedi sopra : "the medium divided their
frags between Villacidro Barracks and parked aircrafts at Decimomannu")
ne "LA SAGA DEL 54 e più" si asserisce che, bombardato
il campo Trunconi, i tre aerei che non avevano sganciato furono mandati a bombardare
l'aeroporto di Debjuida (the remaining ships were sent to the secondary target
of Derbjuida Airdrome). Si
potrebbe, quindi, asserire che gli aerei partirono dalle loro basi con destinazione
Trunconi, un gruppo effettivamente riuscì ad arrivare su Villacidro anche
se non sganciò le sue bombe mentre l'altro, per errore, capitò su
Gonnos dove lasciò cadere il suo devastante carico di bombe. Resisi
conto di aver sbagliato bersaglio pensarono bene di non divulgare il loro errore
e per rendere più credibile il loro rapporto asserirono di aver distrutto
sessantadue aerei nemici. E i superiori
credettero a questa storia o cercarono di coprire i loro uomini? Purtroppo
non abbiamo documenti che ci possano illuminare al riguardo. E allora?
Allora credo che
ormai una verità certa non potrà più essere raggiunta: molti
anni ormai sono trascorsi e i pochi aviatori americani sopravvissuti (sono riuscito
a contattarne un certo numero) hanno ricordi molto sbiaditi
di quel periodo e in oltre il War Records Depository (l'archivio dove venivano
conservati tutti i rapporti di quelle missioni di guerra) prese fuoco tanti anni
fa per cui difficilmente sarà possibile recuperare altri documenti originali. Ognuno
quindi continuerà a credere alla sua verità e a sposare l'una o
l'altra tesi e difficilmente potrà essere smentito da testimoni oculari
o da documenti d'archivio. Foto,
cortesia Mr. G. Underwood - http://www.web-birds.com/12th/310th/310th.html
|