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Villacidro -

L'AEROPORTO DI TRUNCONI 1

1939-43

 

L'AEROPORTO DI TRUNCONI 2

1943

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VILLACIDRO: UN PO' DI STORIA

A cura di Ignazio Fanni

 L'AEROPORTO DI TRUNCONI - S'ACQUA COTTA

Polemiche sul bombardamento di Gonnos.

Il Comune di Gonnosfanadiga rifiuta la medaglia di bronzo per la strage del 17.2.1943?

Fu una strage voluta o un tragico incidente?

PRESTO!
Nel prossimo aggiornamento

CLAMOROSO!!!

Riporteremo le testimonianze degli americani che bombardarono Gonnos
e
il rapporto della missione del 310° Gruppo Bombardieri


 IL BOMBARDAMENTO DI GONNOSFANADIGA
17 febbraio 1943

Gonnosfanadiga nel 1943 contava circa 5.000 abitanti.
In seguito al bombardamento dell' aviazione americana del 17 febbraio ci furono numerosi feriti e perirono un centinaio di persone.
In proporzione al numero di abitanti, in nessun altro luogo dell' isola un solo bombardamento riuscì a fare un così elevato numero di vittime, tanto che, alcuni giorni dopo, il Principe di Savoia visitò il paese per testimoniare il proprio cordoglio e quello del sovrano.
E tanta fu la rabbia e lo stupore che ancora oggi molti si chiedono il perché di tanta furia gratuita contro un obbiettivo civile e di così scarsa importanza militare.
A dire il vero una voce, che presto si trasformò in leggenda metropolitana, attribuì la responsabilità a un tale del paese che, costretto a emigrare negli Stati Uniti, volendosi vendicare dei suoi concittadini, si sarebbe arruolato nell' aviazione americana e avrebbe organizzato questo raid terroristico sul suo paese dove, tra gli altri, viveva anche sua madre.
Vista l'assurdità, spero che sempre meno persone diano ancora credito a questa spiegazione.
Infatti se si può anche ipotizzare che la malvagità umana possa arrivare a tanto, appare molto difficile che un emigrato italiano potesse influenzare i comandi americani a tal punto da far rischiare uomini e mezzi per una vendetta personale.

Missione aerodromo di Villacidro

E' provato che quel 17 Febbraio il comando americano aveva pianificato una "missione" sulla Sardegna: obiettivi erano Cagliari-Elmas e l'aerodromo di Villacidro (obiettivo di riserva il campo di Decimomannu).

Sul campo di Villacidro furono inviate due formazioni di bombardieri medi accompagnati dai soliti caccia di scorta:
una costituita da 17 Mauraders B 26 del 17th Bombing Group e
l' altra da 12 Mitchell B 25 del 310th Bombing Group.

Il tempo sulla Sardegna era molto nuvoloso al sud, coperto con qualche schiarita un po' più a nord (Decimo e Villacidro), decisamente bello su Gonnosfanadiga.

Per quanto riguarda i B 26 disponiamo di un dettagliato rapporto di missione:
i 17 Mauraders decollarono da Telergma, in Algeria.
Due furono costretti a rientrare subito dopo il decollo per problemi tecnici.
Capo-formazione era il Cap. Joseph R. Klein. Co-pilota era il Generale Doolittle, comandante in capo del 12mo Air Force, eroe della guerra sul Pacifico, autore del famoso raid su Tokio.
Durante il volo di avvicinamento furono osservate alcune imbarcazioni di interesse militare dalle parti di Capo Spartivento e di Carloforte.
A Elmas erano presenti un centinaio di idrovolanti.

Nel Campo di Villacidro furono contati una sessantina di aerei da trasporto ma tuttavia a causa delle nuvole non era possibile bombardare con precisione.
Probabilmente alcune bombe furono sganciate, ma la formazione preferì portarsi sull' obiettivo di riserva (target of opportunity) ossia sul campo di Decimomannu, dove un numero imprecisato di aeroplani fu distrutto al suolo.
Due velivoli della formazione precipitarono tra Samassi (San Matassi, secondo il rapporto) e Nuraminis dopo essersi urtati probabilmente perchè colpiti dalla contraerea.
I loro compagni di missione videro aprirsi solo 5 paracadute ma, in realtà, tutti e due gli equipaggi (in tutto 12 uomini) si salvarono e furono fatti prigionieri.
Dai loro piani di volo le autorità italiane poterono appurare che l'obiettivo prestabilito era il campo di Villacidro.
Riguardo la seconda formazione abbiamo solo notizie di seconda mano (W.Craven - J.Cate , Storia ufficiale dell'Aviazione Americana , vol.II pag 153) riportate da M. Coni e F. Serra in "La portaerei del Mediterraneo", Ed. La Torre, 1992.
Anche questa formazione aveva come obiettivo principale il campo di Villacidro e come obiettivo secondario quello di Decimomannu.
Provenienti dal Nord Africa, si accostarono alla Sardegna da Ovest e quindi cercarono di dirigersi sull' obiettivo che non riuscivano a trovare a causa delle nuvole.

 

I B 25 sganciarono su Gonnosfanadiga il loro carico di morte

All'improvviso un'ampia pianura verdeggiante, un lungo rettilineo con delle costruzioni ai lati.
Da 3.500 m d'altezza la formazione si dispose per il lancio: nove dei dodici aerei sganciarono il loro devastante carico di bombe a frammentazione e a Gonnos fu la tragedia che tutti conosciamo.
Convinti di aver colpito il campo di Villacidro
("Osservate esplosioni nella zona delle caserme a Sud Ovest dell' aerodromo" e "I bombardieri medi divisero le loro bombe a frammentazione tra i baraccamenti delle caserme di Villacidro e gli aerei parcheggiati a Decimomannu")
i piloti americani si diressero verso l'obiettivo secondario, il campo di Decimo, dove gli ultimi tre Mitchell riuscirono a distruggere alcuni aerei parcheggiati sulla pista di quell'aeroporto.

 

Errore o premeditazione?

Lo spezzonamento di Gonnos fu dunque un tragico errore o fu, invece, un atto di premeditato sadismo di alcuni uomini che invece di cercare infliggere, come era stato loro comandato, un duro colpo alle armate nemiche preferirono "sprecare" le loro munizioni per dilaniare dei poveri civili inermi?
I piani di volo e i rapporti degli equipaggi responsabili di quella tragedia sembrano convalidare la prima ipotesi che potrebbe avere una spiegazione anche nel fatto che i piloti americani dopo un certo numero di missioni venivano congedati e sostituiti con dei principianti che magari, dopo aver vagato tra le nuvole alla ricerca dell'obiettivo prestabilito scaricarono il loro devastante carico di bombe sulla prima cosa che poteva assomigliare a un campo di aviazione.

Tuttavia, una diecina di anni fa, ricordo di aver letto sull'Unione Sarda la testimonianza di un lettore di Guspini che riferiva di aver sentito in un accampamento nei pressi di Palermo (dove si trovava nella primavera del '44) due militari americani alquanto sbronzi che si vantavano di aver mitragliato uno Cagliari e l'altro Gonnosfanadiga.
Naturalmente non ho alcuna difficoltà a credere che un aviere americano potesse anche ricordarsi di Cagliari visto che la nostra capitale era una città di una certa importanza e che più di una volta fu oggetto dei raid aerei statunitensi, però mi sembra del tutto inverosimile che un altro (e per giunta sbronzo) potesse ricordarsi il nome di un paese dell' hinterland e certamente di nessuna importanza militare.

Però
un veterano del 310th Bombing Group, arrivato in Nord Africa solo nel novembre del 1943 e quindi estraneo ai fatti che stiamo esaminando, mi ha mandato via internet una pagina di un libro autocelebrativo del 310th (THE SAGA OF 54 and more: the story of 310th Bombardment Group(M) by Charles A. Hair):
"MISSION 45. Villacidro Airdrome, Sardinia - 17 February 1943.
Questa fu la prima missione del 310 sull'isola di Sardegna che sino a quel momento era stata abbastanza al sicuro da attacchi provenienti dal sud.
Dodici B25 con la loro scorta di quindici P38 fecero il lungo tragitto e sorpresero sessantadue bimotori ben parcheggiati fianco a fianco.
Grappoli di bombe a frammentazione piovvero giù da nove degli aeroplani, mentre gli altri tre furono lasciati di riserva.
Il lancio fu di tanto successo che i velivoli che non avevano sganciato furono inviati sul bersaglio secondario ossia l'aeroporto di Debjuida..
.

Da quanto sopra si può evincere che dopo aver sganciato su Gonnos i piloti si resero conto di cosa avevano combinato e quindi pensarono di camuffare la cosa.
Saputo dall' altro gruppo (il 17mo), che sul campo di Villacidro erano parcheggiati sessanta aerei (per confermare di aver bombardato Trunconi) raccontarono di essere stati più bravi e di averli distrutti tutti.
In contrasto, poi, con quanto riferito da Craven e Cate (vedi sopra : "the medium divided their frags between Villacidro Barracks and parked aircrafts at Decimomannu") ne "LA SAGA DEL 54 e più" si asserisce che, bombardato il campo Trunconi, i tre aerei che non avevano sganciato furono mandati a bombardare l'aeroporto di Debjuida (the remaining ships were sent to the secondary target of Derbjuida Airdrome).

Si potrebbe, quindi, asserire che gli aerei partirono dalle loro basi con destinazione Trunconi, un gruppo effettivamente riuscì ad arrivare su Villacidro anche se non sganciò le sue bombe mentre l'altro, per errore, capitò su Gonnos dove lasciò cadere il suo devastante carico di bombe.
Resisi conto di aver sbagliato bersaglio pensarono bene di non divulgare il loro errore e per rendere più credibile il loro rapporto asserirono di aver distrutto sessantadue aerei nemici.
E i superiori credettero a questa storia o cercarono di coprire i loro uomini?
Purtroppo non abbiamo documenti che ci possano illuminare al riguardo.

E allora?

Allora credo che ormai una verità certa non potrà più essere raggiunta: molti anni ormai sono trascorsi e i pochi aviatori americani sopravvissuti (sono riuscito a contattarne un certo numero) hanno ricordi molto sbiaditi di quel periodo e in oltre il War Records Depository (l'archivio dove venivano conservati tutti i rapporti di quelle missioni di guerra) prese fuoco tanti anni fa per cui difficilmente sarà possibile recuperare altri documenti originali.

Ognuno quindi continuerà a credere alla sua verità e a sposare l'una o l'altra tesi e difficilmente potrà essere smentito da testimoni oculari o da documenti d'archivio.

Foto, cortesia Mr. G. Underwood - http://www.web-birds.com/12th/310th/310th.html

 

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