Escursione
sulle punte di SANTU MIALI
 Con
l'arrivo delle belle giornate, quale migliore occasione per partire alla scoperta
di luoghi selvaggi, dal fascino accattivante, senza viaggi organizzati, senza
voli charter ma a pochi chilometri da casa. Vi
proponiamo per i vostri week end primaverili alcuni itinerari nel territorio villacidrese
o gonnese. Basterà una corda, delle buone scarpe da montagna, buona volontà
e la voglia di scoprire un patrimonio inestimabile che è la natura. Proponiamo
alcuni itinerari naturalistici per gli amanti del trekking e i numerosi gitanti
che frequentano la rigogliosa foresta di Villacidro. Buona
passeggiata 
Situate
a ridosso dei confini che separano Villacidro da Gonnosfanadiga, questo massiccio
è ritenuto la "Sentinella" del Linas che domina dall'alto la
grande distesa Campidanese. La
punta di Santu Miali (m. 1062) è, assieme
alla punta di Acqua Zinnigas (m. 1136) e a
quella di Magusu (m. 1023), fra le cime più
elevate del complesso montuoso del Linas ricadenti nel territorio di Villacidro. Il
massiccio montuoso del Linas sorge a sud-ovest della Sardegna, nella provincia
di Cagliari e futura provincia del Medio Campidano, ed è compreso nella
sua gran parte nei comuni di Villacidro e Gonnosfanadiga, con luoghi inaccessibili
e impervi nella sua selvaggia bellezza. Il
nostro itinerario si svolge interamente in territorio di Villacidro, ma molti
amanti del trekking e varie associazioni la scelgono come la più ideale
"traversata montuosa" tra Villacidro e Gonnosfanadiga che si collega
con Genna Farraceus e la rigogliosa e ben curata foresta di Perda e Pibera.
Il
punto più logico e suggestivo per raggiungere Santu Miali è quello
che parte dalla chiesa del Carmine, alla periferia sud-ovest del paese. Il
sentiero ci condurrà dopo una breve ma ripida salita e alcuni tornanti,
sotto le cime di Cuccureddu (piccola vetta)
a Genna Fogaias (m. 546). Questo
punto è raggiungibile quasi in egual misura dal versante opposto partendo
dalla pineta denominata "Bingiomigu"
sul sentiero che attraversa la "mimosetta" in lieve salita fino a Genna
Fogaias, sulla chiudenda della ex Coop. Norbio. Una volta raggiunta la dorsale
della montagna, cammineremo per un lungo tratto selle "creste" e le
"genne". I continui saliscendi del percorso ci consentiranno di
ammirare emozionanti panoramiche di grande effetto scenico, sia alla destra, sia
alla sinistra del nostro sentiero, con la valle di Narti da una parte e gli scorci
panoramici sull'abitato dall'altra. Oltrepassato
il "Monti Narti" (m. 897), la cresta
più alta, che prende il nome dell'omonima e rigogliosa foresta di lecci,
raggiungeremo le creste di Cuccur' 'e Frissa
(m. 924) nella cui cime c'è un palo di ferro, di lì a poco in discesa
verso il valico di Genn' 'e Cannas (m. 867)
passo tra la foresta di Coxinas e Narti de Susu, e quindi con un ultimo strappo
in salita raggiungeremo la prima punta di Santu Miali
(m. 1033). Da qui potremmo scorgere, se il cielo sarà limpido,
il golfo di Oristano ad ovest, i monti del Gennargentu a nord ed il Golfo di Cagliari
a sud. In
questo grande e spoglio pianoro ad arco con la punta più alta a metri 1062
e con quella brezza che spira costante tutto l'anno, sosteremo tra i cespugli
e i profumi del timo in una sana e rilassante pausa prima di riprendere il cammino
che ci riporterà a casa. Questa
montagna, quando l'inverno si fa rigido, viene osservata dai paesi del Campidano
come spia che segnala se la neve è arrivata anche nel sud Sardegna. Dopo
esserci rifocillati e riposati, riprenderemo il percorso in discesa lungo il sentiero
n. 108 costeggiando "sa Gora de Pau",
verso la Cantina Coxinas e quindi
sulla sterrata, costeggiando il rio Coxinas fino ala laghetto della diga, verso
Genna Frocciddas per proseguire sulla strada fino al tiro a segno di Castangias.
Un'alternativa
più breve è quella di abbandonare il sentiero 108 prima di giungere
alla cantina, deviando sul piccolo
rio alla destra per S'Enna de is Forrus (n.
680) e scendere lungo il canale della foresta di "Castangias" fino all'acquedotto,
per ammirare i maestosi e secolari lecci rari a vedersi così numerosi.
Da
qui in breve, raggiungeremo grazie ad un agevole sentiero la postazione delle
nostre autovetture, consapevoli di aver trascorso una giornata intensa a salutare
che non fa altro che bene al nostro corpo e al nostro spirito. |