lavatoio

Villacidro, lavatoio pubblico.

AL LAVATOIO

Salve!... Per te o d'Ichnusa
primo lavacro ondisono,
l'attonita mia Musa
vagheggia insueto un cantico,
per te che, così bello,
tra giardini fiorenti,
deventasi bordello
di Furie e di serpenti.

O che Febo co' biondi
raggi dal ciel t'illumini,
o che Diana t'inondi
di stanca luce pallida,
fra le agili colonne
sia l'aura fresca o tersa,
sempre in te si riversa
la turba delle donne.

Vispe, co' panni in testa
varcan l'intercolunnio;
si fanno una gran festa
le comari incontrandosi;
diconsi - Ave Maria -
le vecchie zitellone,
e ciascuna si pone
a far la pulizia.

Allor al mormorio
de' rubinetti garruli
e a l'orrendo battio
di panni sporchi o putridi,
si mesce un tal baccano
in fra le popolane
come san far le rane
fra i giunchi del pantano.

Sicuro: ogni zitella
sia bella od antipatica
vuol dir la sua novella
la sua solenne frottola:
sicuro: ogni beghina
brutta, orrenda, schifosa
à da dir qualche cosa
à l'amica vicina.

Qui si parla d'amore,
si fan commenti e critiche
qui si sfoga il rancore
contro onesti e colpevoli:
si concertano i piani
di qualche matrimonio:
oh che bel pandemonio
da far invidia a' cani!

L'una parla del tale
che le ha promesso un bacio,
l'altra dice ch'è male
aver a far co' giovani:
chi ride, chi schiamazza,

chi, sciorinando i panni,
racconta i propri affanni
e bestemmiando impazza.

Cianciano anche de' preti
del sacrista, del parroco;
non lasciano quieti
nemmeno i santi e i diavoli;
qui parlano d'aborti,
di Venere e di Bacco...
con animo vigliacco
giudicano anche i morti!...

La maldicenza tocca
l'apogeo qui: ridicola
l'ignoranza trabocca
e ogni vizio divulgasi.
De la fanciulla il core
qui si corrompe oh quanto!

o voi fiere selvagge
sorgenti in alto candide
voi che orribile strage
menate ne l'arsa Africa,
orsù aguzzate i denti
le zanne irte aguzzate,
deh sbranate, sbranate
tante furie e serpenti!... 

Luigi Cadoni
(Villacidro 17.5.1884 - Villacidro 17.10.1917)