Villacidro - Informazioni
TOPONOMASTICA
Vie e vicinati di Villacidro

25) SCROCCA

Sa SteriaQuesto toponimo deriva dal gotico skulka, spia, che in italiano ha avuto come esito scolta, guardia armata, guarnigione che proteggeva le vie d'accesso al paese e dava l'allarme nel caso di pericolo; la ricostruzione etimologica è plausibile in quanto si riferisce ad una zona molto periferica che, in tempi più recenti, ha costituito un importante crocevia per le comunicazioni con i paesi vicini e con il capoluogo.

Nei primi anni del '900, tale denominazione si perde in favore di "sa Sterìa" (l'osteria), termine ancora in uso per indicare l'incrocio tra Via Roma, via Nazionale e via s'Ischixèdha.

Sa Sterìa era la bettola di tziu Nassiu Giorri, con annessa stalla, presso la quale si fermavano i carrettieri che facevano i trasporti da Cagliari verso i paesi della provincia, per mangiare, bere ed eventualmente dormire.
Essi usavano i barròcius, grandi carri a 2, raramente 4, ruote di legno, larghe e con i cerchioni di ferro; potevano caricare dai 40 ai 70 quintali di merce, in questo caso venivano trainati da più di un cavallo.

I carrettieri viaggiavano in carovana, i villacidresi aspettavano l'arrivo dei colleghi gonnesi e arburesi che, fatta una puntatina all'osteria di tziu Nassiu, fatto riposare, bere e sfamare i cavalli, per i quali c'erano ampi spazi sul retro della bettola, si mettevano in fila e s'incamminavano verso Cagliari.
Si partiva sul far della notte, i cavalli conoscevano bene la strada per cui i carrettieri, un po' storditi dalle, non sempre parche, libagioni, potevano anche dormire per buona parte del viaggio.

Presso Villasor, si faceva una sosta presso "sa funtàna de s' àcua bèlla" per abbeverare gli animali.
L'indomani all'alba si arrivava a Cagliari dove si acquistavano le merci ordinate: sale, acetilene per le lampade, zolfo, ferramenta, tessuti, sapone, legname da costruzione.

I carrettieri più noti di Villacidro erano Buesca, Biasioli e tziu Giuannicu Serra, di cui si narra che attaccò al suo carro ben 7 cavalli.

Tziu Guidu Zirano, ultimo carrettiere di Villacidro trasportava l'esplosivo usato nella miniera di Monti Mannu.
I carri erano a quel tempo l'unico mezzo di trasporto; ne ricordiamo i diversi tipi:

Nella prima metà del 1900 in questo vicinato era attivo uno dei caseifici presenti a Villacidro; questo era gestito dal signor Giorri, l'altro, ubicato in un vicolo di Via Roma, apparteneva al signor Collu.
I caseifici producevano formaggi e ricotta per il consumo interno e l'esportazione; i pastori che conferivano il latte avevano diritto ad una certa quantità di siero che utilizzavano per l'ingrasso dei maiali.