
TOPONOMASTICA
Vie e vicinati di Villacidro
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SA PANGHIXEDHA
Prende nome dalla panca sulla quale il macellaio tagliava la carne
ed indicava una macelleria comunale che si trovava nell'odierna piazza
Panghixèdha, sita in via Cagliari, dove ora abita il signor Muntoni.
Constava di due loggette indipendenti gestite da
altrettanti macellai; nel ricordo degli intervistati rimangono ziu Antiogu Lilliu,
Sanziadì, e zia Chicchina Asua, Serrasògu.
Poichè le stradine erano strette, a protezione degli spigoli dell'edificio vi erano dei paracarri di granito, in modo tale che i carri non rovinassero i muri, urtando con i mozzi delle ruote; lungo il muro che dava su Via Cagliari era stato sistemato un sedile, anch'esso in granito, che serviva sia per riposare, in attesa di essere serviti, sia come appoggio per salire in groppa ai cavalli.
L'interno delle loggette era diviso in due parti: sul fondo c'era una sorta di armadio aperto, coperto da una zanzariera (sa muschèra) dove veniva riposta la carne quando la macelleria era chiusa; la parte antistante era adibita all'esposizione e alla vendita.
Nei giorni di mercato, mercoledì e sabato, la carne veniva esposta anche all'esterno delle loggette, su 6 appositi ganci di ferro e il macellaio, per evitare che le mosche vi si posassero, agitava continuamente uno scacciamosche che all'estremità aveva peli di coda di bue.
Si vendevano carni di pecora, capra e maiale, interiora e "còrdule" già intrecciate; veniva considerata una leccornia il feto delle pecore che venivano macellate gravide; veniva lessato, insemolato, fritto e consumato ben caldo.
La macelleria venne chiusa intorno agli anni '60 per allargare la strada e per far posto alla piazza Panghixèdha.
Al confine tra questo vicinato e quello de "su
Codhu de is Furcas" il 26 Ottobre 1912, in casa del signor Aru Giuseppe,
furono uccisi dai Carabinieri quattro giovani che vi si erano introdotti con
l'intenzione di rubare e uccidere.
Così comincia la canzone che i cantastorie portavano nelle piazze durante
le feste:
Su millenoixèntudoxi tengàu presènti
Su bintisès de Ottòbre po s' arregodài
Unu pizziòsu dànnu càntu veramènti
Su fàttu succèdiu bèngiu a si contài.