
TOPONOMASTICA
Vie e vicinati di Villacidro
5) SEDHANUS
Era
l'estrema periferia situata a Nord Est del paese; deve il suo nome alle colline
su cui è situata. Sèdhus indica,
infatti, una sella del terreno, un'altura.
A Sedhànus era stata eretta una croce, utilizzata per le Rogazioni, suppliche solenni, fatte con il canto delle litanie dei santi e la processione con diverse stazioni, per implorare il perdono dei peccati e la protezione di Dio contro i mali e principalmente per invocare la benedizione divina sui frutti della terra.
Questa cerimonia prese il posto di una processione pagana in onore
di Robigo, dea dell'antica Roma, il cui nome significa Ruggine e che perciò
personificava una malattia del grano chiamata appunto ruggine, golpe o carbonchio.
La festa, detta Robigalia, si celebrava il 25 Aprile e consisteva essenzialmente
in un sacrificio alla dea eseguito in un bosco sacro.
Qui
si recavano i partecipanti al rito, vestiti di bianco e in processione.
Sacrificante era il sacerdote del dio Quirino il quale, nel pregare la divinità,
chiedeva che venissero risparmiate le messi da ogni danno; quindi offriva incenso
e vino e infine sacrificava una pecora e un cane.
A Villacidro, oltre alla croce di Sedhanus, sono presenti altre croci utilizzate per questa cerimonia: sa Gruxi de Lacunèdhas, sa Gruxi de Castangias, sa Grùxi de sant Antòni, sa Grùxi Sànta, oggi esse si trovano nel centro abitato ma, in origine, erano situate alle estreme periferie del paese e confinavano con i terreni coltivati.