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Villacidro, cascata Sa Spendula
GIARRANA
Son nude creste, sono ammirabili
massi sfidanti l'urto de secoli,
che pendono l'uno su l'altro
in confusa fantastica scena.
Lungo le cupe scogliere fremono
l'ilici negre stormenti: un solito
da lungi si spande e per l'etra
crocitando van neri avvoltoi.
Vien, sopra l'ale di mite zeffiro
che gli oleandri smove e i garofani
occhieggianti in verde pendio,
un profumo d'agreste serpillo.
Lą in fondo a l'irti spaldi caotici
s'apron di tratto le rocce, e mostrano
de l'acque tonanti la massa
gił che balza dal monte a l'abisso.
E i ripetuti spruzzi, le soffici
ondate come di vapor candido,
carezzan le chiome ed il volto
de le gaie fanciulle a lavare...
Da templi eterei la febea lampada
converte il gioco de l'onde nivee
in iri diffusa di sogni,
come in guerra vessillo di pace.
Luigi Cadoni
(Villacidro 17.5.1884 - Villacidro 17.10.1917)